La tecnologia transponder (altrimenti detta RFID, radio frequency identification – identificazione a radio frequenza) si basa su un procedimento elettromagnetico e rappresenta un metodo per la lettura e il salvataggio dei dati senza contatto. I dati vengono salvati sulle cosiddette "etichette" RFID, spesso chiamate anche transponder. Il processo ha luogo induttivamente alle basse frequenze e via radio a quelle più alte. La distanza a cui può essere letta un'etichetta varia in base alla versione (attiva/passiva), alla banda di frequenza utilizzata, alla potenza di trasmissione e agli influssi ambientali. In base alla tecnica impiegata si può raggiungere un massimo di 80 centimetri per le etichette passive e fino a 100 metri per quelle attive. Se anche il chip è di dimensioni estremamente ridotte, la grandezza della struttura è fondamentalmente determinata dall'antenna (che dipende dalla frequenza o dalla lunghezza d'onda) e dall'alloggiamento (in modo particolare dalla sua classe di protezione).
Questi sistemi sono caratterizzati da una portata ridotta e da lunghi tempi di trasmissione, tuttavia sono economici e si prestano pertanto, ad es., al controllo degli accessi, i dispositivi antiavviamento e la gestione magazzino (spesso 125 kHz = LF). Ad esempio: hitag™
Possiedono una portata da breve a media, velocità media di trasferimento e appartengono a una categoria di prezzo da media a economica. In questo campo di frequenza lavorano le cosiddette smart label (solitamente 13,56 MHz = HF). Ad esempio: mifare® o LEGIC®
Possiedono portata e velocità di lettura elevate, ma i prezzi aumentano rapidamente all'aumentare delle prestazioni del sistema. Si utilizzano ad es. nel settore dei sistemi di pedaggio e nell'identificazione dei vagoni merci. Le tipiche frequenze dei transponder sono 125 kHz, 134kHz, 13,56 MHz, 868 MHz, 915 MHz, 2,45 GHz e 5,8 GHz. La maggioranza delle etichette RFID invia le informazioni in testo in chiaro, tuttavia con alcuni modelli è possibile trasmettere anche dati cifrati.



